Cini Boeri “Progettando la Gioia” | Video

    CINI BOERI “Progettando la gioia”

      a cura di Luca Molinari

      LA MOSTRA:
      12 dicembre 2014 – 6 febbraio 2015 | INGRESSO LIBERO
      Martedì e giovedì ore 11-14
      o su appuntamento scrivendo a paolo@floornature.com

      VERNISSAGE:
      Giovedì 11 Dicembre 2014 | Ore 18.30 | E’ gradita la registrazione di presenza cliccando sul bottone sottostante

      Eventbrite - CINI BOERI “Progettando la gioia”

      Dall’11 dicembre 2014 al 6 febbraio 2015, SpazioFMG presenta la mostra dedicata ai progetti di architettura e design di Cini Boeri. Il celebre architetto milanese è, insieme a Gae Aulenti, tra le poche donne progettiste ad aver trovato uno spazio importante nel panorama italiano e internazionale.
      Dopo aver mosso i primi passi sotto la guida di Giò Ponti e Marco Zanuso, nel 1963 fonda CINI BOERI ARCHITETTI, realtà professionale di alto livello che tutt’oggi prosegue un’intensa attività di progetto e ricerca.

      Cini Boeri “Progettando la gioia” è la prima mostra monografica, a cura di Luca Molinari, dedicata a questa grande personalità dell’architettura e del design italiano.

      Progettare rispettando la dimensione e i bisogni delle persone.
      Questa è la visione di Cini Boeri che trova nell’ambito domestico l’oggetto delle sue opere di ricerca più importanti: dal libro “Dimensioni umane dell’abitazione” (Franco Angeli, Milano 1980) al “Progetto Domestico” esposto per la prima volta alla Triennale del 1986. Opere in mostra allo Spazio FMG insieme a una selezione di progetti dedicati all’abitare: dalla Casa nel Bosco costruita nel 1969 vicino al lago Maggiore, alla Casa La Sbandata realizzata nel 2004 a La Maddalena fino all’Appartamento su tre livelli nel centro di Milano (2006).

      Il percorso espositivo è completato da una videointervista e da alcune delle creazioni che hanno reso Cini Boeri una delle maggiori interpreti del design industriale italiano: da BOBORELAX, poltrona per tre diverse funzioni progettata per Arflex nel 1967 a GHOST, seduta in vetro prodotta da Fiam nel 1987.

      “Le case progettate da Cini Boeri traducono una visione colta e generosa dello spazio domestico. Esso è interpretato quale luogo primario di espressione della personalità dell’individuo, che dialoga con le esigenze degli altri abitanti della casa. Parallelamente, i suoi oggetti d’arredo sono concepiti non per essere posseduti ma per essere utilizzati, secondo un approccio ‘democratico’ al design che affonda le sue radici nelle ricerche dei maestri del Dopoguerra” commenta Luca Molinari, curatore della mostra.

      Cini Boeri. “Progettando la gioia” ripercorre le tappe più importanti della carriera di Cini Boeri e getta uno sguardo ‘indiscreto’ sui lavori in corso e sui progetti futuri, al tempo stesso visionari e concretissimi, dello studio CINI BOERI ARCHITETTI.

      I PROGETTI IN MOSTRA

      CASA NEL BOSCO, Osmate, 1969

      Casa costruita in un bosco tra Osmate e Taino, presso il lago Maggiore.

      La pianta della casa è articolata in modo da evitare l’abbattimento dei grandi alberi.

      Le zone di abitazione (giorno, notte genitori, figli ed ospiti) si differenziano attraverso queste articolazioni, dando luogo ad insenature più o meno profonde che ospitano gli alberi.

      La trasparenza con l’esterno è costante: affidata alle finestre e porte-finestre, vere spaccature che si alternano ai pieni della muratura in posizioni e dimensioni tali da interessare ogni volta prospettive diverse. Le quote interne del pavimento servono anch’esse a differenziare le zone di abitazione evitando le pareti.

      A quota 0 si entra dal bosco con un pavimento di porfiroide.  Alle quote sopraelevate corrisponde un pavimento in assi di abete.  La casa è costituita da un muro perimetrale in cemento a vista, pochissime pareti all’interno: le separazioni dei locali sono ottenute con grandi scorrevoli e, come già detto, con differenziazioni di quote.

      I serramenti sono in Douglas.

      Si è sentita l’esigenza di mantenere ogni materiale naturale.  Le pareti ed i pavimenti dei bagni sono risolti con vernici epossidiche su intonaco. L’arredo è essenziale: i letti sono materassi appoggiati su piani rialzati, i vestiari sono semplici appenderie in nicchia, i vari gradoni servono da appoggio a libri ed oggetti necessari.

      L’unico colore inserito nelle finiture è il verde, che gioca con tre toni diversi nei bagni e nei piumoni dei letti.

      Tutto il resto è colore naturale delle materie. L’illuminazione è affidata a un percorso di piccole lampadine inserite nella muratura. Il soggiorno comprende anche un servizio cottura. Nel seminterrato è un grande locale per i servizi generali casa (riscaldamento, lavanderia, ecc.).

      CASA LA SBANDATA, La Maddalena, 2004

      La storia di questo progetto è piena di ostacoli.

      Non fu facile rispondere alla richiesta di un cliente con un progetto che rispettasse tutti i limiti imposti.

      Il terreno si affacciava sul mare a godere della vista di tutto il grande golfo. Si poteva ricostruire solo entro i profili dell’edificio esistente. Per questo si guadagnò spazio col prospetto, inclinando la casa verso il mare.

      L’inclinazione in avanti, pensata per abbassare il volume, è in realtà utile per ombreggiare il fronte sud, così come il tetto a falda, imposto dalle norme.

      Fu facile ai maddalenini chiamare la casa “la sbandata”.  Il taglio dei serramenti fu studiato secondo le migliori viste che il luogo permetteva.

      La casa si sviluppa su due piani, al piano terra c’è il soggiorno che si affaccia con una grande vetrata sul giardino. Nella parte nord trovano posto una camera con bagno e la cucina. Il rivestimento del pavimento a questo livello è stato scelto in ardesia, mentre al piano superiore è stato mantenuto lo stesso colore utilizzando però un rivestimento in legno più adatto alla zona notte. Infatti al piano si trovano due camere con bagno, guardaroba e uno studio, che attraverso una grande finestra a nastro, si affaccia sul golfo.

      La scala esterna, che caratterizza il prospetto nord, permette l’accesso da tutti i piani al piccolo terrazzo ricavato in copertura.

      APPARTAMENTO SU TRE LIVELLI, Milano, 2006

      In un palazzo del centro storico di Milano, un appartamento di 330 mq distribuito su tre piani, due dei quali preesistenti, mentre il terzo sopraelevato è stato oggetto di progetto.

      Il piano inferiore comprende una stanza fitness e i locali di servizio. L’ingresso padronale, invece, è ricavato al primo piano, dove si apre il terrazzo. L’elemento che collega i tre livelli è una leggera scala in metallo appoggiata alla parete di confine.

      Lungo il suo percorso una libreria si svolge su tutti i tre livelli, dal piano terra al terzo. Bianca come le pareti, la libreria è attraversata da un sottile tubo al neon azzurro, che ne disegna un lampo.

      La modulazione della luce permette di creare differenti toni di colore e di variarne l’atmosfera. Tra i dettagli della libreria, da notare l’arrivo al culmine dell’altezza dell’ultimo piano, i cui ripiani sono accessibili solo mediante una piattaforma di metallo in orsogrill, che corre su binari inglobati nello spessore del tavolo fisso.

      La planimetria fortemente rettangolare dell’appartamento è risolta con una sequenza di stanze: soggiorno, sala da pranzo, cucina e lavanderia. Questo frazionamento longitudinale è realizzato con porte scorrevoli in vetro, che permettono di percepire la presenza degli ambienti in successione. L’elegante tavolo da pranzo è caratterizzato da una grande lastra di cristallo che lascia trasparire una base mistilinea in acciaio.

      Al piano più alto sono presenti uno studio e due camere da letto, una matrimoniale e una per un figlio. Lo studio è pensato per due postazioni di lavoro e un tavolo che, scorrendo su una guida ricavata nello spessore del piano fisso a parete, può essere spostato al centro della stanza così da offrire una maggiore flessibilità di utilizzo. La camera del figlio presenta un letto sopra una serie di cassetti, e un piano attrezzato lungo la parete della finestra. Tutti gli armadi a muro e le cabine armadio delle camere da letto sono realizzati su misura. Infine, da sottolineare l’elegante uso dei materiali nei bagni, il cui rovere sbiancato, presente in tutti i pavimenti dell’appartamento, è alternato alla pietra di beola grigia, evidenziando il passaggio dalla zona del box doccia e quella dei sanitari.

      LAND 25 OMAGGIO AL PAESAGGIO ITALIANO | Video

        LAND 25 OMAGGIO AL PAESAGGIO ITALIANO | TALK

          Paesaggio-Economia
          Giovedì 27 novembre 2014
          c/o Spazio FMG 14.00-18.30

          Oggi ci troviamo di fronte a un forte dilemma: come rilanciare l’economia e, allo stesso tempo, salvaguardare il fragile equilibrio ambientale della nostra penisola?
          Questa la domanda alla quale il seminario cerca di fornire alcune suggestioni attraverso uno sguardo allargato al territorio italiano, prendendo spunto da processi già in avviati che hanno tentato di orientare il rilancio di interi territori, valorizzandone le risorse locali e le sinergie tra le diverse azioni e attori in campo.

          All’interno di questo quadro il paesaggio italiano, unico per bellezza e riconoscibilità, può costituire una leva fondamentale per lo sviluppo dei territori sfruttandone le potenzialità ed aumentandone l’attrattività.

          Nella consapevolezza che spesso i momenti di crisi possono rappresentare una opportunità per ripensare il futuro e riorientare le forme di sviluppo che dovranno essere sempre più basate sul rispetto per l’ambiente, l’attenzione alla scarsità delle risorse e la cura e manutenzione dei nostri fragili paesaggi.

          L’evento sarà preceduto da una breve illustrazione della mostra da parte di Andreas Kipar.

          Ore 14:00 Registrazione dei partecipanti
          Ore 14.15 Illustrazione della mostra LAND25 a cura di Andreas Kipar Direttore LAND Group
          Ore 14:30 Introduce e modera Luca Molinari – Curatore Mostra LAND25
          Ore 14:45 Federico Oliva -Professore di Urbanistica Politecnico di Milano
          Ore 15:15 Giuseppe Provvisiero – Presidente ANCE Piemonte

          Casi studio

          Ore 15.45 Daniela Bianchi Consiglio Regionale Lazio – La Valle del Sacco nelle strategie della Regione Lazio
          Ore 16.15 Fernando Grattirola Direttore Generale di Stelline Spa, Gruppo Credito Valtellinese – Il caso Valtellina
          Ore 16:45 Tommaso Santini Amministratore Delegato VEGA Scarl – Il progetto Venice Waterfront
          Ore 17:15 Tavola Rotonda (modera Giovanni Sala) Donatella Stergar, Comune di Milano, Pasquale Gervasini, Assoverde, rappresentanti AIAPP, Associazione Italiana Direttori e Tecnici Pubblici Giardini, Aziende e imprese sostenitrici
          Ore 18.15 Dibattito

          LAND 25 OMAGGIO AL PAESAGGIO ITALIANO

          • English

           

          a cura di Luca Molinari

          VERNISSAGE: Martedì 11 Novembre 2014 | dalle 18:30 | Ingresso Libero

          Eventbrite - LAND 25 OMAGGIO AL PAESAGGIO ITALIANO

          MOSTRA: 12 Novembre – 2 Dicembre 2014 | ore 11 -14 | Su appuntamento scrivendo a paolo@floornature.com

          L’Architettura del Paesaggio è una disciplina atipica, scandita da ritmi lenti se confrontati con quelli, sempre più rapidi, dell’architettura costruita. Il paesaggista di oggi non lavora più sui “resti” come durante il periodo del boom economico, ma il suo lavoro è sempre più necessario come premessa ai processi di trasformazione e gestione del territorio, nell’ottica della più ampia rigenerazione”.

          Queste le parole di Andreas Kipar, considerato l’iniziatore dell’architettura di paesaggio in Italia, che definiscono il senso del profondo impegno di di LAND – Landscape Architecture Nature Development. Fondato nel 1990 da Andreas Kipar con Giovanni Sala LAND riunisce infatti un gruppo di professionisti dedicato alla progettazione ecologica del territorio, suggerendo e sperimentando un nuovo modello di sviluppo, non solo urbanistico e architettonico ma anche politico ed economico.

          LAND ha riconosciuto nella multidisciplinarietà un’opportunità per avvicinarsi al Progetto di Paesaggio con pari attenzione agli aspetti estetico-percettivi e a quelli ecologici, aderendo in tal modo alle più avanzate tendenze europee spiega Giovanni Sala.

          Dal 12 novembre al 2 dicembre LAND, le quattro lettere cubitali che rappresentano la filosofia di questo gruppo, approdano allo SpazioFMGperl’architettura quale filo conduttore della mostra monografica LAND 25 Omaggio al paesaggio Italiano che ripercorre, con la curatela di Luca Molinari, 25 anni di lavoro di ricerca dedicati al paesaggio italiano.

          Non una semplice retrospettiva ma un viaggio lungo un Paese ideale che sa rinascere grazie alla progettazione ecologica. Lo fa restituendo dignità, attraverso la rivalutazione e la bonifica, a luoghi degradati come Marghera; innestando polmoni verdi nelle metropoli come Roma e Milano; valorizzando aree simboliche come Lampedusa.

          “Grazie al lavoro di Andreas Kipar e LAND il tema del paesaggio, della sua progettazione e della sua tutela, ha assunto un’importanza centrale nel dibattito culturale italiano. La mostra in programma allo SpazioFMGperl’Architettura mette in evidenza la ricerca della qualità e della sostenibilità a tutto tondo, unitamente alla capacità di mettere a sistema e valorizzare le potenzialità già presenti sul territorio che contraddistinguono i progetti dello studio a tutte le scale, da quella urbana a quella regionale e nazionale” spiega Luca Molinari.

          LAND 25 Omaggio al paesaggio Italiano è anche l’occasione per lanciare una nuova sfida: il Progetto Paesaggio. Una modalità di approccio nella quale il Paesaggio, perduta la sua connotazione ornamentale–passiva che una logica compensativa gli attribuiva, diventa un elemento centrale nelle politiche di sviluppo del territorio con azioni lungimiranti ed innovative sugli spazi naturali, rurali, urbani e periurbani affrontando sia i paesaggi che possono essere considerati eccezionali, sia quelli della vita quotidiana ed ancor più quelli degradati. Un progetto che si pone, mai come prima, come motore di sviluppo per un’economia sostenibile che non solo rispetta la peculiarità dei paesaggi italiani ma li esalta, li promuove e li evidenzia.

          I PROGETTI IN MOSTRA

          Milano, Raggi Verdi Territoriali
          Le città si preparano all’era post-moderna attraverso il “paradigma della demineralizzazione”: maggiore densità urbana, riconsiderazione dello spazio pubblico, ricerca di un nuovo rapporto con la natura. Sulla base di questi presupposti si è sviluppata la strategia dei ‘Raggi Verdi’, consolidata all’interno del PGT di Milano, che pone al centro lo spazio pubblico per una sempre maggiore permeabilità urbana. Gli otto raggi verdi partono dal centro come elementi lineari, coinvolgendo spazio tra i luoghi nascosti, spesso sconosciuti, a volte degradati o semplicemente esclusi dalla vita quotidiana  e dilagano verso l’esterno, fino a confluire nella cintura verde che cinge la città. I Raggi Verdi acquistano dimensione territoriale coinvolgendo i comuni di prima e seconda cintura, dove vengono intercettati dai nuovi poli dello sviluppo e dai parchi metropolitani, che, fungendo da moltiplicatore, li riproducono in tutta la regione milanese. Una nuova visione verde come contributo alla neo-nata città metropolitana all’interno della quale i veri protagonisti diventano i vuoti, matrici di partenza per una natura ritrovata.

          Lampedusa, riqualificazione e valorizzazione paesaggistica dell’Isola
          Il progetto di riqualificazione e valorizzazione di Lampedusa delinea una strategia territoriale che mette a sistema le ricchezze paesaggistiche dell’intera isola. In particolare il progetto si concentra sulle aree urbanizzate perché su di esse risulta evidente la mancanza di un disegno complessivo ed una struttura urbanistica e paesaggistica.
          Particolare rilevanza assume il progetto del Bosco degli 8000 e del Teatro del Respiro.
          Un progetto simbolico, 8000 alberi a testimoniare la straordinaria prova dei Lampedusani nell’affrontare il problema delle migrazioni, un luogo tranquillo affacciato su Cala Creta che accoglie il teatro del respiro, un elemento semplice, una piattaforma di pietra rivolta al sospiro del vento grecale e circondato dal silenzio della Pineta Grande

          Roma, Arcipelago Verde
          Arcipelago Verde vuole diventare la nuova visione per gli spazi aperti della capitale, puntando a mettere in relazione le centralità con i parchi esistenti e a valorizzare il più grande patrimonio del paesaggio romano, l’Agro romano. Un vasto territorio intorno a Roma, con una superficie di oltre 212.000 ettari che oggi non si relaziona con la città e che potrebbe diventare il vero laboratorio di innovazione della Capitale.
          Il modello dell’Arcipelago Verde affianca alla tutela una strategia che ha come obbiettivo l’attivazione del territorio. Nuovi spazi di aggregazione e di riconoscibilità delle periferie, creazione di ambiti pubblici interconnessi da una rete di connessioni ‘lente’, promozione e valorizzazione dei parchi urbani e regionali dislocati nelle periferie romane, sono solo alcuni degli elementi alla base della definizione di un sistema di spazi verdi lungo il Raccordo Anulare, un arcipelago di aree destinate a comporre la nuova grande corona verde della città.

          Langhe del Barolo, Valorizzazione del paesaggio
          Il progetto di valorizzazione del paesaggio di Langa è promosso dalla Regione Piemonte e dall’ Unione dei comuni “Colline di Langa e di Barolo” e rientra tra le azioni di rivalutazione del territorio intraprese nell’ambito della candidatura UNESCO “Paesaggi vitivinicoli di Langhe Roero e Monferrato”, confermata nel giugno 2014. Esso si compone di una rete integrata di interventi che si susseguono per 8 km lungo la direttrice che va da Alba a Barolo.
          L’intento del progetto è quello di integrare le criticità, costituite dalle strutture industriali, all’interno del paesaggio delle Langhe, un paesaggio legato all’ alternanza di borghi, vigneti e boschi che lo rendono particolarmente suggestivo.
          Tre gli elementi ispiratori del progetto: colore per smaterializzare il volume degli edifici, l’utilizzo della vegetazione autoctona per ricreare il legame tra insediamento e contesto circostante e il ricorso a materiali innovativi per pareti e coperture. La progettazione di autentiche architetture vegetali, in particolare, è finalizzato alla costruzione di infrastrutture verdi capaci di dare un vestito multiuso al paesaggio, contribuendo al contempo alla sua diversificazione.

          Porto Marghera (Venezia), Green Tree Strategy
          Il processo di interpretazione del cambiamento di Porto Marghera nasce dalla lettura della staticità del modello industriale verso un nuovo paradigma che mira a “moltiplicare l’offerta” di possibilità insediative attraverso l’inserimento di vere e proprie infrastrutture verdi.
          L’obiettivo è ampliare l’offerta di luoghi, attraverso connessioni inaspettate che legano la città consolidata al suo waterfront.

          Eventbrite - LAND 25 OMAGGIO AL PAESAGGIO ITALIANO

          NEXT LANDMARK 2014 | Video

            ASPETTANDO EXPO 2015 | EXPOGATE TALK

              Aspettando Expo Milano 2015

              IL CONTEST NEXT LANDMARK 2014 IN MOSTRA A SPAZIOFMG

                Inaugurazione
                Giovedì 2 Ottobre| h. 18.30 | Ingresso Libero

                Accreditati gratuitamente all’evento su Eventbrite per evitare la registrazione in loco.

                Mostra
                3-24 Ottobre| su appuntamento alla mail paolo@floornature.com

                Giovedì 2 ottobre SPAZIOFMGPERLARCHITETTURA inaugura la stagione autunnale con una mostra dedicata ai migliori lavori e progetti che hanno partecipato alla terza edizione di Next Landmark 2014, il concorso internazionale aperto alle nuove generazioni che scelgono l’architettura come mezzo espressivo per disegnare il nuovo millennio.
                Promosso dal portale di architettura e design Floornature in collaborazione con IUSVE (Istituto Universitario Salesiano Venezia) e con Parsons The New School For Design di New York, Next Landmark è votato a promuovere nuovi talenti in grado di contribuire al valore culturale e sociale dell’architettura: dal puro progetto, alla ricerca, alle arti.
                I lavori in mostra sono accomunati dalla capacità di interpretare il Landmark, tema del concorso di quest’anno, proprio attraverso quell’approccio trasversale che il premio vuole valorizzare, dando risalto al contesto: sociale, cuturale, ambientale.  Un metodo e un approccio testimoniato da tutti i 45 finalisti e soprattutto dai progetti vincitori.

                Il primo classificato della categoria architettura ‘Landmark of the Year’ è infatti l’intervento residenziale di Ellevuelle Architetti, trio di giovani progettisti italiani. Il progetto per la Casa Esse, impostato a partire da due setti murari paralleli rivestiti in pietra, testimonia della capacità di leggere i segni propri del paesaggio padano (dominato dai rettilinei dei confini territoriali, dei fossati e dei filari) e di reinterpretarli per dar vita a una tipologia insediativa al tempo stesso inedita e fortemente “radicata”.

                Il progetto vincitore della categoria ricerca dal titolo ‘Cliff Dwellings’, a cura dei messicani Romàn Cordero e Izbeth Katia Mendoza Fragoso, riflette sulla possibilità di colonizzare le superfici verticali del pianeta terra (come le scogliere) tramite strutture
                simbiotiche autosufficienti. L’utopia fortemente immaginifica della “città nella scogliera” si appoggia su di uno studio approfondito degli habitat rupestri, umani ed animali.

                La spagnola Mariela Apollonio vincitrice della categoria fotografia con l’opera TheArtCircle approfondisce infine il tema del concetto contemporaneo di curatela. I direttori di 23 musei sono invitati a salire su un piedistallo e qui sono immortalati alla stregua di opere d’arte. Apollonio provoca in tal modo un interessante corto circuito visivo e concettuale tra il responsabile dell’istituzione museale, gli oggetti che in essa transitano e lo spazio architettonico che li ospita, quale contesto necessario alla loro comprensione.

                Per la selezione delle opere Next Landmark si è avvalso di una giuria internazionale composta da Jürgen Riehm (1100architect), Sergey Tchoban (Speech Architectural Office), Alexis Kraft (Parsons The New School For Design), Federica Minozzi (Floornature.com), Luca Molinari (storico e critico di architettura), Paolo Schianchi (IUSVE), Angelo Maggi (IUAV).

                TOGETHER – LE NUOVE COMUNITA’ IN AFRICA | Video

                  FUORISALONE 2014 | TOGETHER LE NUOVE COMUNITA’ IN AFRICA

                  • English

                   

                  Noero Architects, Wolff Architects, ASA studio, NLÉ
                  a cura di Luca Molinari

                  VERNISSAGE: Lunedì 7 Aprile 2014 | dalle 18:30 | Ingresso Libero

                  Accreditati gratuitamente all’evento su Eventbrite per evitare la registrazione in loco.

                  MOSTRA 7-28 aprile 2014
                  La mostra rispetterà i seguenti orari:
                  8-13 aprile: dalle 10.00 alle 20.00
                  14-28 aprile: Martedì-mercoledì 15.00 -18.00
                  e su appuntamento scrivendo a paolo@floornature.com
                  INGRESSO LIBERO

                  In occasione del Fuorisalone, FMG Fabbrica Marmi e Graniti e Iris Ceramica presentano la mostra TOGETHER. LE NUOVE COMUNITA’ IN AFRICANoero Architects, Wolff Architects, ASA studio e NLÉ, a cura di Luca Molinari.

                  La mostra, in programma allo SpazioFMGperl’Architettura dall’8 al 28 aprile, nell’anno in cui Cape Town è World Design Capital, porta per la prima volta in Italia la visione di quattro tra i migliori studi del continente africano attraverso il più contemporaneo dei linguaggi: il video.

                  Una testimonianza che vuole essere una riflessione sul tema dell’evoluzione dello scenario urbano etico e sostenibile. Noero Architects, Wolff Architects, ASA studio e NLÉ sono infatti quattro realtà differenti per contenuti progettuali e competenze ma accomunate da un impegno umano, civile e professionale che può rappresentare una svolta nello sviluppo sostenibile delle ‘comunità urbane’ locali ma soprattutto globali.

                  “E’ proprio dai paesi in via di sviluppo e dalle loro esperienze riferite al rapido processo di urbanizzazione e globalizzazione che arriveranno quelle risposte e quelle soluzioni che l’occidente ricerca con tanto fermento per gestire i territori urbani in chiave di sostenibilità sociale e ambientale. L’Africa, la cui realtà dal punto di vista dell’architettura contemporanea è ancora poco nota, oggi esprime grandi eccellenze nel campo della ricerca e del progetto. La mostra TOGETHER. LE NUOVE COMUNITA’ IN AFRICA vuole porre in evidenza una realtà dove il progetto urbano, essendo vissuto e interpretato attraverso un peculiare “senso della comunità”, conduce a preziose intuizioni, innovazioni e sperimentazioni che possono fare la differenza nella soluzione delle grandi problematiche che l’urbanizzazione occidentale oggi si trova ad affrontare” spiega Luca Molinari.

                  I video inediti che Noero Architects, Wolff Architects, ASA studio e NLÉ presentano allo SpazioFMGperl’Architettura affrontano e interpretano quindi il tema della comunità quale elemento cardine e di ricerca rispetto al processo di grande sviluppo urbanistico che l’Africa sta vivendo.

                  Wolff Architects, lo studio di Heinrich Wolff, primo architetto sudafricano ad esporre alla mostra principale della Biennale di Venezia nel 2010 documenta la vita all’interno di due scuole di Cape Town,la Inkwekwezi Secondary School ela Usasazo Secondary School, concentrandosi sui molteplici utilizzi dello spazio collettivo.

                  NLÉ, fondato nel 2010 da Kunlé Adeyemi dopo 10 anni di esperienza nello studio di Rem Koolhas, documenta un progetto di architettura pubblica dedicata alla formazione nelle diverse fasi della sua costruzione e poi della fruizione:la Makoko Floating School.

                  ASA-Active Social Architecture, creato nel2012 a Kigali dalla giovane spagnola Nerea Amorós Elorduy e dall’italiano Tomà Berlanda, racconta invece l’approccio alla sostenibilità in senso lato, applicato a un contesto socialmente ‘sensibile’ come il rwandese.

                  Noero Architects, storico studio guidato da Jo Noero, autore di progetti esposti al MOMA e alle Biennali di San Paolo e Singapore, presenta il Red Location Cultural Precinct in un video dalle atmosfere rarefatte, che sottolinea continuamente il legame indissolubile che il polo culturale intrattiene con la città che lo circonda.

                  Come ben delineato dalle parole di Kunlé Adeymi, la mostra TOGETHER. LE NUOVE COMUNITA’ IN AFRICA affronta quindi al Furorisalone “uno dei temi dominanti del nostro secolo: quello dell’urbanizzazione. Il risultato è il crescente numero di ‘megalopoli’ che stanno sviluppandosi in tutto il pianeta, trovandosi ad affrontare sfide comuni. In questo contesto, sela Silicon Valleyrappresenta la ‘casa’ delle nuove tecnologie, sono proprio le metropoli delle aree in fase di sviluppo che porteranno nuove soluzioni in tema di sostenibilità e responsabilità sociale al resto del mondo… Le persone che vivono in queste città ci hanno aiutato a definire un nuovo livello di comprensione, grazie al loro modo innovativo di vivere e appropriarsi degli spazi, dei materiali e delle infrastrutture. L’ambiente – le strade, i ponti, i marciapiedi, le materie prime e i rifiuti – viene acquisito, coltivato e ricostituito per ottenere il massimo risultato con il minimo dei mezzi. Si sono così costituite organizzazioni uniche e strutture sociali avanzate dove le persone vivono, lavorano, negoziano e si muovono con modalità ancora rare da vedere nel così detto mondo civilizzato che ora, ironicamente, è il mondo con lo sviluppo più lento. Siamo convinti che questi mondi pittoreschi e caotici custodiscano alcune delle soluzioni ai problemi che le città contemporanee si trovano a dover affrontare”.